ANATOMIA E FISIOLOGIA

Troppo spesso gli uomini poco sanno, spesso in modo non corretto, di come sia fatto il proprio apparato genitale e di come funzioni. Andrologiaonline vi fornisce le schede di illustrazione delle strutture e delle funzioni degli organi genitali e le più significative immagini derivate dalle tavole anatomiche e dai preparati istologici. La lettura delle schede e la visione delle immagini consente di conoscere meglio lʼanatomia e la fisiologia dellʼapparato e così di comprenderlo meglio sia quando è in ordine sia quando dà luogo a segnali di disfunzione.

[+] Introduzione

[+] Il pene

[+] I testicoli, il funicolo spermatico, lo scroto

[+] La prostata e le vescicole seminali

[+] La rete neuro-endocrina di controllo

[+] La rete vascolare pelvica e perineale

[+] Il diaframma muscolare pelvico ed i muscoli perineali

Introduzione

Il sistema riproduttivo e sessuale maschile è costituito da organi interni (prostata, vescicole seminali, uretra prossimale) ed esterni (pene ed uretra distale, scroto e testicoli) al corpo (fig. 1) (fig. 2).

Il suo ruolo è duplice: la funzione riproduttiva, ovvero la produzione e l'emissione degli spermatozoi nell'apposito liquido spermatico, la funzione sessuale, ovvero l'attività di generazione del piacere che pur ottenibile con la stimolazione di ogni parte del corpo trova in questo sistema la struttura di maggiore efficacia ed intensità.

Origina da componenti che nel feto hanno dapprima funzione emuntoriale, ovvero di filtrazione del sangue e produzione dell'urina, e che poi vengono colonizzati dalle cellule germinali che imporranno lo sviluppo delle strutture specifiche sotto la guida degli androgeni ed in particolare del testosterone e della sua forma attiva, il DHT. L'intervento androgenico è fondamentale poiché le strutture sono le medesime per lo sviluppo in senso femminile e se esso manca in un periodo più o meno precoce dello sviluppo fetale, il sistema può dare luogo a strutture variabilmente miste o completamente contrarie al sesso genetico. La parte terminale, l'uretra, è in comune con il sistema emuntoriale (reni, uretere, vescica) al quale consente lo svuotamento della vescica (minzione).

Il sistema lavora sotto il complesso controllo endocrino specifico (androgeni ed in particolare il testosterone) e diencefalico cerebrale tramite l'attività dell'ipofisi, nonché sotto il controllo della rete nervosa adrenergica (mediatore la noradrenalina e molecole correlate) e colinergica (mediatore l'acetilcolina e molecole correlate): l'equilibrio tra gli stimoli e le inibizioni indotte dalle due componenti è fondamentale per la corretta funzione del sistema, ma tale equilibrio è relativamente fragile ed influenzabile da numerosi eventi che così possono condizionare anche in modo pesante la funzione complessiva sia dal punto di vista riproduttivo che sessuale.

La sua collocazione nell'area pelvica dell'addome lo pone in stretta relazione anche con i circuiti funzionali della nutrizione (intestino e relativo sistema vascolare e neuroendocrino), del fegato e della milza il cui equilibrio funzionale è fondamentale per il mantenimento della funzione del sistema riproduttivo e sessuale.


Il pene

L'anatomia del pene

Il pene è costituito da una parte cilindroide, il corpo, e da una parte conoide, il glande (fig. 3). La struttura principale di entrambi è di tipo vascolare, ovvero è una rete di vasi ampiamente comunicanti tra loro in cui il volume di sangue e la rigidità della guaina di rivestimento sono le condizioni fondamentali per la costituzione dell'erezione. Il corpo presenta due cilindri laterali, i corpi cavernosi, avvolti da una guaina di tessuto fibroso poco elastico, la tonaca albuginea (fig. 4), e un cilindro mediano ventrale, il corpo spongioso, in cui trova posto l'uretra peniena o spongiosa. I corpi cavernosi sono gli elementi erettili, l'uretra è il canale per l'emissione dell'urina, pertanto connesso alla vescica, e dello sperma, pertanto connesso ai dotti ejaculatori che raccolgono lo sperma dalla prostata, dalle vescicole seminali e dai testicoli (fig. 5). Il glande costituisce la parte terminale del pene, utile per la sua forma a favorire la penetrazione, con al suo vertice l'apertura uretrale, il meato, che serve per l'emissione all'esterno dell'urina (minzione) e dello sperma (eiaculazione). La cute, con caratteri di elevata elasticità, riveste tutto il corpo e al terzo distale (quasi al glande) si ripiega formando il prepuzio che ricopre più o meno completamente il glande e al cui vertice è connesso ventralmente dal frenulo o filetto.

La fisiologia dell'erezione

Il processo erettile inizia nel cervello e coinvolge sia il sistema nervoso che quello vascolare. I neurotrasmettitori (le molecole che consentono alle componenti del sistema nervoso di comunicare tra loro e con le cellule dei tessuti di destinazione degli impulsi) vengono emessi lungo i circuiti di attivazione e disattivazione della risposta erettile del pene; in relazione a quale delle due attività domina, si attiverà o disattiverà il processo erettile. Gli stimoli fisici e psicologici convergono così sul circuito che deve attivare l'incremento di afflusso di sangue (parte arteriosa) al pene e che deve decrementare il deflusso (parte venosa) dal pene. Le due arterie peniene portano il sangue ai due corpi cavernosi, mentre l'arteria spongiosa lo porta al glande, cosicché l'aumento di quantità ingorga la rete vascolare dei corpi cavernosi e del glande gonfiandoli: la rigidità è dovuta al delicato equilibrio che si realizza tra la pressione aumentata nella rete vascolare e la rigidità elastica della tonaca albuginea che la riveste (fig. 6) (fig. 7). La pressione viene anche sostenuta dalla chiusura parziale, per compressione e per contrazione delle fibre muscolari lisce disposte circolarmente ad intervalli vari lungo le vene. Nella rete vascolare peniena l'attività viene anche sostenuta dalla liberazione di molecole vasodilatanti quali il biossido e l'ossido d'azoto (NO2 e NO) che agiscono attivando l'adenilciclasi, l'enzima che ottiene il cGMP dal GTP convertito in GDP; tale processo è mantenuto in adeguato equilibrio da un secondo enzima, la 5-fosfodiesterasi, che trasforma il cGMP in GMP disattivando il processo di vasodilatazione.
Come si può comprendere il processo erettile è frutto di diversi meccanismi erettivi molto delicati che possono invertirsi anche rapidamente attivandolo o disattivandolo.

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I testicoli, il funicolo spermatico, lo scroto (fig. 8)

I testicoli sono gli organi deputati alla produzione degli spermatozoi ed alla secrezione dell'ormone maschile (androgenico) detto testosterone. Le due funzioni sono svolte da due componenti intercalate tra loro, ma ben separate e che non hanno effetti diretti tra loro. La produzione degli spermatozoi è effettuata dai tubuli seminiferi contenuti nella componente ovoidale del testicolo detta didimo (fig. 10) (fig. 11), mentre la loro prima selezione è effettuata dalla componente oblunga situata sopra e dietro il testicolo detta epididimo (fig. 13) e che contiene la rete di convergenza dei tubuli seminiferi (fig. 9). La produzione e secrezione del testosterone è effettuata da gruppi di cellule interposte tra i tubuli seminiferi e dette cellule di Leydig: la loro attività è regolata in via principale dall'ormone prodotto dall'ipofisi chiamato LH (ormone luteinizzante) I tubuli seminiferi sono lunghi tubicini che terminano nella rete tubulare dell'epididimo attraverso una rete di convergenza; la loro parete principale è formata da cellule a forma di fiasco dette cellule di Sertoli che sono le responsabili della nutrizione e della guida alla maturazione degli spermatozoi, attività regolata in via principale dall'ormone prodotto dall'ipofisi chiamato FSH (ormone follicolostimolante).
Intorno ad ogni cellula di Sertoli trovano posto in strati successivi, dalla base al vertice verso il centro del tubulo, le cellule germinali primarie ed immature dette spermatogoni che provvedono permanentemente attraverso la loro continua duplicazione al rifornimento degli spermatociti dello strato successivo, le cellule germinali secondarie e parzialmente mature dette spermatociti che per maturazione definitiva daranno luogo agli spermatozoi dello strato successivo, le cellule germinali terziarie mature dette spermatozoi (fig. 10) (fig. 11) (fig. 12) Lo spermatozoo è una cellula che possiede metà del patrimonio genetico trasmissibile costituito dal DNA, la coda necessaria alla sua propulsione, adeguata collocazione delle centrali energetiche mitocondriali presso il collo, il sacco di enzimi litici necessario alla penetrazione nell'uovo. Quando è maturo, ovvero la coda ha una capacità propulsiva sufficiente esso si stacca dalla cellula di Sertoli e nuotando in un velo liquido al centro del tubulo seminifero raggiunge la rete tubulare epididimale dove viene verificato il suo stato di integrità: tutto il processo di formazione richiede circa 70 giorni, mentre il tempo di sopravvivenza dal loro passaggio al dotto deferente è di circa 48 ore.
Gli spermatozoi che passano il vaglio delle cellule di controllo dell'epididimo entrano nel dotto deferente (fig. 9) (fig. 14), il dotto che inizia al termine della coda dell'epidimo (la sua parte inferiore) proseguendo il tubulo di convergenza della rete epididimale: esso è parte del funicolo spermatico e consente agli spermatozoi di raggiungere, in parte per moto proprio ma soprattutto spingendoli con la propulsione indotta dalla sua forte muscolatura liscia, l'uretra prostatica attraverso il dotto ejaculatore (fig. 16) dove si raccolgono e si mescolano al secreto prostatico e vescicolare in attesa di essere emessi con l'ejaculazione o di essere eliminati qualora invecchino troppo o muoiano per ragioni diverse.

Il funicolo spermatico (fig. 15) è una sorta di cordone costituito dai vasi, dai nervi, dal dotto deferente e dal muscolo cremastere, connettendo così il testicolo al resto dell'organismo. I vasi sono costituiti dall'arteria spermatica (proveniente dalla arteria iliaca interna) che porta il sangue al testicolo, dalla rete venosa pampiniforme che poi converge nella vena spermatica (in parte connessa con il circuito venoso pelvico-iliaco interno ed in parte con la vena renale) che porta via il sangue dal testicolo, dalla rete linfatica che drena la linfa delle strutture testicolari (convergendo poi al plesso linfatico pelvico) e gestisce la reattività di difesa immunitaria del testicolo. I nervi sono costituiti dalla rete di trasporto degli stimoli nervosi regolativi della funzione testicolare e vascolare (rete effettrice) e della percenzione sensoriale proveniente dal testicolo, dal funicolo e dalle strutture scrotali (rete sensoriale): tutti convergono al plesso nervoso pelvico e da questo alle radici nervose lombosacrali della colonna vertebrale. Il muscolo cremastere è costituito da fibre provenienti dal muscolo retto addominale e da fibre proprie del funicolo che hanno lo scopo di determinare la posizione del testicolo nello scroto e rispetto all'addome.

Lo scroto (fig. 8) è una sacca della cute derivante dalla parte pubico-perineale addominale rivestita al suo interno da una lamina derivante dal peritoneo addominale detta tonaca vaginale ripartita in una componente dx ed una sx, ciascuna delle quali avvolge il rispettivo testicolo ed essendo responsabile dell'elevato grado di sensibilità e reattività scroto-testicolare; essa, oltre a proteggere il testicolo, producendo e riassorbendo un velo liquido garantisce che il testicolo possa moderatamente spostarsi all'interno dello scroto e che le pressioni moderate siano meglio ripartite; nella parte inferiore forma una piega che si connette al testicolo detta gubernaculum testis che mantiene il testicolo nella corretta posizione nello scroto. La dimensione dello scroto è generalmente abbastanza proporzionale a quella dei testicoli anche se in una moderata percentuale di uomini può avere una marcata maggiore dimensione, pendendo così in modo più consistente. La struttura muscolare sottocutanea dello scroto consente la sua espansione, in caso di incremento della temperatura con allontanamento dei testicoli dalla cavità addominale, o la sua retrazione, in caso di diminuzione della temperatura con avvicinamento dei testicoli alla cavità addominale: tale meccanismo garantisce la costanza della temperatura funzionale per i testicoli che deve essere di circa 1°C inferiore a quella addominale.
Lo scroto ed il funicolo spermatico con la loro muscolatura manifestano altresì una attività di retrazione che induce l'avvicinamento testicolare all'addome durante l'eccitazione sessuale con lo scopo di ridurre la distanza tra la sede di emissione degli spermatozoi (il testicolo) e la sede di preparazione dell'ejaculato (l'uretra prostatica).

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La prostata e le vescicole seminali (fig. 16)

La prostata (fig. 16) (fig. 17) (fig. 18) è una piccola ghiandola (diametro trasversale massimo 3 cm, diametri anteroposteriore e vescico-uretrale massimo 2 cm) ellissosferoidale, situata sotto la vescica e anteriormente alla parete anteriore dell'intestino retto (questa la ragione per cui è palpabile con l'esplorazione digitale o visibile con l'ecografia a sonda transrettale); in essa passa la prima porzione dell'uretra (uretra prostatica) che nella sua parte iniziale costituisce il collo o imbuto vescicale; presenta due lobi laterali simmetrici; attraverso essa transitano le parti terminali dei dotti deferenti che terminano al canale uretrale prostatico con i dotti ejaculatori in cui terminano anche i brevi condotti delle vescicole seminali.
La prostata svolge diverse funzioni la cui conoscenza è stata per molti decenni trascurata e che solo da pochi anni è divenuta intenso oggetto di studio. Le funzioni fondamentali sono sostanzialmente tre: l'attività di difesa dei testicoli e della via urinaria superiore, la produzione del liquido spermatico (caratterizzato da diversi enzimi atti a fluidificare lo sperma come il PSA, o il LDH atto a garantire il carburante finale per gli spermatozoi) in collaborazione con le vescicole seminali, la degradazione ed eliminazione degli spermatozoi invecchiati ovvero che abbiano più di 30 ore dalla loro produzione testicolare. Molti degli aspetti di queste funzioni e delle modalità di svolgimento non sono ancora ben note e la discussione è aperta così come molte delle procedure di ricerca: due degli aspetti più interessanti ed importanti sembrano essere l'attività quale organo linfoepiteliale capace pertanto di definire il tipo e l'intensità di reazione immunitaria, l'attività di regolazione della produzione degli spermatozoi da parte dei testicoli.

Le vescicole seminali (fig. 16) (fig. 19) (fig. 20) sono delle piccole sacche (in media 6 cm x 2 cm) annesse ai rispettivi dotti deferenti (da cui derivano) in cui terminano tramite un breve restringimento detto collo, partecipando alla formazione dei dotti ejaculatori; sono situate lateroposteriormente ed inferiormente alla vescica; ogni vescicola è costituita da un dotto che si avvolge a spirale e che presenta diverse dilatazioni; hanno funzione secretiva per diverse componenti del liquido spermatico, tra cui il fruttosio (il carburante iniziale per gli spermatozoi) e proteine gelificanti che hanno funzione conservativa sugli spermatozoi riducendone la mobilità.
Durante l'attività sessuale e nelle condizioni di eccitazione sessuale l'attività secretoria della prostata aumenta considerevolmente e perfeziona la produzione qualitativa e volumetrica del liquido spermatico rimescolandolo con il secreto proveniente dalle vescicole seminali e con gli spermatozoi provenienti dai dotti ejaculatori nell'ambito dell'uretra prostatica, dando così luogo allo sperma e preparandone l'espulsione rapida con l'ejaculazione; l'espulsione rapida avviene per contrazione rapida dei muscoli lisci della struttura prostatica e poi è coadiuvata dalle contrazioni della muscolatura perineale.

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La rete neuro-endocrina di controllo

Il controllo della funzione riproduttiva e sessuale è sviluppato dall'equilibrio tra il controllo delle strutture nervose, che provvedono al sistema tramite la rete nervosa pelvica, e delle strutture endocrine, che provvedono al sistema raggiungendolo attraverso la rete vascolare pelvica.
La rete nervosa è costituita dal plesso lombosacrale generato dai nervi provenienti dalle radici nervose lombo-sacrali e dal plesso pelvico generato dalla parte inferiore del sistema autonomo. La componente lombare (fig. 21) decorre lungo i muscoli profondi (m. ileopsoas) e produce rami diretti all'arto inferiore e ai muscoli addominali (mm. obliquo e retto), nonché alla regione inguino-scrotale. La componente sacrale (fig. 22) decorre lungo i muscoli profondi del bacino (mm. pelvici) e la rete vascolare pelvica con cui si intreccia e produce rami diretti all'arto inferiore (n. ischiatico) e ai muscoli pelvici, nonché alle componenti viscerali del bacino (retto-ano, vescica, prostata, pene). La componente pubenda (fig. 23) decorre lungo la parte più profonda del bacino, ovvero sul piano muscolare pelvico intrecciandosi con la rete vascolare pelvica e distribuendosi agli organi del bacino (n. pubendo) tra cui il tratto intestinale retto-anale, la prostata e le vescicole seminali, il pene, la stessa rete vascolare ed i muscoli pelvici. La componente autonoma pelvica riceve i rami nervosi dai tratti citati lombosacrali e dalla catena autonoma toraco-addominale mettendo in connessione diretta il controllo degli organi del bacino con quelli dell'addome superiore e del torace, nonché con quelli controllati dalla rete lombosacrale; tutto ciò consente di sviluppare le reazioni equilibrate tra rete vascolare, strutture viscerali e strutture muscolo-scheletriche.
Come è possibile comprendere da questa breve descrizione, la rete nervosa lega in un tutt'uno reattivo le diverse componenti viscerali, vascolari, scheletrico-muscolari rendendo ragione degli spesso differenti quadri sintomatologici che sono associabili alla funzione e/o disfunzione riproduttiva e sessuale.
La rete endocrina è costituita da ghiandole collocate in sedi differenti nell'organismo e presenta l'asse regolativo diretto (ipofisi e testicolo) e l'asse regolativo indiretto (surrene, tiroide, epifisi, pancreas, apparato digestivo), entrambi connessi alla regolazione diencefalico-ipotalamica. E' necessario sottolineare che ogni organo o struttura che è soggetto a tali regolazioni ha poi azione di controllo sulle strutture regolative tramite il cosidetto retrocontrollo o feed-back.
La struttura diencefalico-ipotalamica è la componente del cervello che regola molte delle funzioni corporee vitali e istintuali e, nella specie umana con grande complessità, correlandosi con l'attività della corteccia cerebrale ovvero della cosidetta funzione psichica. In essa troviamo diversi circuiti neuronali che ricevono ed inviano segnali che passano dall'uno all'altro attraverso diverse molecole (mediatori) tra cui la serotonina, la dopamina, la noradrenalina, le endorfine. Tale rete regola direttamente la reattività e la funzione sessuale e riproduttiva agendo sugli specifici organi che ragiunge con gli specifici nervi, ma anche indirettamente dando luogo alla secrezione diretta all'ipofisi dei neurormoni, molecole che a loro volta regolano l'attività dell'ipofisi stessa nella sua produzione ormonale.

L'asse regolativo diretto ha la sua base nella secrezione degli specifici ormoni ad azione sessuale (FSH, LH, Prolattina, Ossitocina, Vasopressina) da parte dell'ipofisi e che agiscono sugli organi genitali (prostata, vescicole seminali, testicoli, pene) direttamente o per il tramite della secrezione da parte del testicolo del testosterone, ormone che poi viene convertito nella forma attiva (DHT) dai tessuti interessati alla sua azione. Tutti gli ormoni specifici hanno poi azione anche nei confronti dell'equilibrio generale dell'organismo e da tale equilibrio sono influenzati con modalità diverse e a volte molto complesse.
Possiamo qui indicare alcune delle funzioni più note degli ormoni citati:
  • il FSH agisce sulle cellule di Sertoli del testicolo garantendo la loro funzione per la produzione e maturazione degli spermatozoi

  • il LH agisce sulle cellule di Leydig del testicolo garantendo la secrezione del testosterone

  • la Prolattina (HPrl) ha funzioni multiple, anche se non molto chiare, sui diversi organi sessuali e tra queste si comporta come regolatore della risposta attiva sessuale in senso inibitorio

  • l'Ossitocina agisce sulle strutture muscolari lisce favorendone la tonicità e la contrattilità

  • la Vasopressina agisce sui flussi del sangue

  • il Testosterone agisce, tramite la trasformazione in DHT, su tutti gli organi sessuali stimolandone la funzione e garantendo che la loro struttura sia adeguata.

L'asse regolativo indiretto ha basi multiple nei diversi organi endocrini individuabili, ma anche nella diffusa rete di cellule, isolatamente e a gruppi in particolare lungo la struttura dell'apparato digerente, la cui attività produce ormoni diversi e correlati in modo molto complesso, regolati dall'ipofisi e dalla struttura diencefalico-ipotalamica o da reti locali. L'intero asse, che in realtà assomiglia più ad un albero, pone il sistema sessuale-riproduttivo in relazione con l'intera reattività dell'organismo per cui le buone funzioni dell'uno favoriscono le buone funzioni dell'altro.
Possiamo qui citare solo alcuni degli ormoni ad azione generale o di forte correlazione:

  • il GH (ipofisi) che regola lo sviluppo e le riparazioni, nonché la gestione dell'energia corporea

  • il T4 ed il T3 (tiroide) che regolano la velocità del metabolismo corporeo

  • i Corticoidi (surrene) che regolano i flussi di ioni e glucosio e la reattività corporei modificando i volumi di acqua, i flussi di sangue, la disponibilità di energia

  • l'insulina ed il glucagone (pancreas) che regolano la disponibilità di glucosio per l'energia cellulare

  • il VIP, il GIP, la motilina, la CCK e molti altri (pancreas ed intestino) che regolano l'attività della muscolatura liscia ed i flussi di sangue coordinando spesso l'attività digestiva e sessuale e le loro risposte nell'equilibrio dei comportamenti.

  • la melatonina (epifisi) che regola la risposta alla luce e la funzione immunitaria.

Come emerge da quanto detto anche le funzioni più note non sono sempre chiare, soprattutto nell'uomo che da questo punto di vista è stato studiato molto poco affindandosi per decenni al solo ruolo del testosterone come regolatore attivo delle funzioni e strutture sessuali-riproduttive. Inoltre la rete endocrina nella sua complessità risulta non semplice da valutare e quindi è sempre necessario fare molta attenzione nel tirare conclusioni, specie terapeutiche, sullo stato della sua funzione, in altre parole i test devono sempre essere eseguiti con molta cura e verificati in condizioni differenti.

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La rete vascolare pelvica e perineale (fig. 24) (fig. 25)

La vascolarizzazione della regione pelvica è costituita da una rete di vasi sanguigni che prendono origine dall'arteria iliaca interna e che terminano, dopo aver costruito la rete suddetta, nella vena iliaca interna e da una rete di vasi linfatici che originano nei diversi organi e seguendo la rete sanguigna convergono tramite consistenti stazioni linfonodali alla rete linfatica periiliaca e poi periaortica. L'a. iliaca interna è breve e dopo alcuni rami per le pareti e per il funicolo spermatico (vescicole seminali, dotti deferenti ed epididimo) prosegue come a. pubenda interna che, passando tra i muscoli pelvici fornisce i rami arteriosi sia per la prostata ed il tratto ano-rettale dell'intestino, sia per il pene e lo scroto.
Le vene formano una complessa rete di vasi detta plesso pelvico che interconnette sia la regione ano-rettale dell'intestino (vv. emorroidarie) che quella genitale nel suo complesso (vv. prostatiche, peniene, epididimo-deferento-vescicolari) per poi convergere verso la v. pubenda interna che proseue nella v. iliaca interna.
Solo i testicoli hanno vasi propri: l'a. testicolare proviene direttamente dall'a. aorta, la v. testicolare origina dal testicolo e formando una complessa rete venosa, detta plesso pampiniforme in parte collegato alla rete venosa dell'epididimo, confluisce a destra nella v. cava inferiore e a sinistra nella v. renale.
Il plesso venoso pelvico, pampiniforme ed emorroidario hanno numerosi collegamenti, cosicché i flussi di sangue in ritorno dai diversi organi possono prendere strade differenti per raggiungere la v. cava inferiore e la v. porta (diretta al fegato e proveniente dalle vv. delle differenti parti dell'intestino) qualora per le più differenti ragioni il percorso diretto abbia problemi di deflusso adeguato: questa è la ragione per la quale il plesso pelvico, pampiniforme ed emorroidario possono essere frequentemente congestionati e congestionarsi vicendevolmente.

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Il diaframma muscolare pelvico ed i muscoli perineali

La muscolatura inferiore dell'addome chiude inferiormente il bacino in due strati coordinati nella funzione e separati nella struttura:
  • il diaframma muscolare pelvico, a diretto contatto con gli organi addominali (vescica, prostata, vescicole seminali, intestino retto e sigma, vasi e nervi pelvici)

  • i muscoli perineali, interposti tra il diaframma pelvico e la pelle circondando l'ano, l'uretra membranosa, il terzo prossimale del pene).

Il diaframma muscolare pelvico (fig. 26) è costituito da due coppie di muscoli, il m. ischio-coccigeo e il m. elevatore dell'ano; il primo è esteso dal margine lateroposteriore del bacino all'osso sacro; il secondo è esteso dal margine anterolaterale (prima la componente pubo-coccigea, poi la componente ileo-coccigea) del bacino all'osso sacro circondando, con una lamina di connettivo comune ai muscoli dei due lati, l'uretra, la prostata e il tratto retto-anale dell'intestino: in tale modo le due parti agiscono sugli organi favorendo la loro funzione specifica (apertura e chiusura dell'uretra e del retto-ano, distensione e contrazione della prostata). Il piano muscolare è rivestito sia all'interno che all'esterno da una lamina di tessuto fibroadiposo (fasce pelviche) che aderiscono ai diversi visceri nella parte interna e al piano muscolare perineale nella parte esterna, garantendo funzione e posizioni alla rete vascolare e nervosa pelvica.
I muscoli perineali (fig. 27) sono costituiti dal m. sfintere striato e dal m. diaframma uro-genitale; il primo presenta due componenti nel maschio, uno per l'ano e l'altro per l'uretra, che avvolgono a spirale i rispettivi organi e connettendosi al diaframma pelvico inducono la chiusura e l'apertura controllata dei due organi passanti nel loro centro; il secondo forma un triangolo isoscele anteriore a vertice sull'osso pubico e presenta: una componente profonda che avvolge l'uretra membranosa consentendone l'apertura e la chiusura ed essendo in rapporto stretto con la vena dorsale profonda del pene di cui così può controllare il deflusso, concorrendo alla tenuta erettiva; una componente superficiale costituita da diversi, sottili e potenti muscoli che nel maschio avvolgono i rispettivi corpi cavernosi sino alla loro unione nel corpo penieno concorrendo a determinare lo stato di tensione e detensione dei corpi cavernosi, necessario a governare la qualità dell'erezione, sia attraverso l'attività diretta delle fibre muscolari che attraverso l'attività indiretta mediata dalla fascia connettivale di unione delle diverse strutture qui contenute.

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fig. 1 - sezione sul piano mediale della regione pelvica maschile
fig. 2 - schema dell'apparato genitale maschile
fig. 3 - componenti del pene
fig. 4 - sezione al microscopio della tonaca albuginea
fig. 5 - schema delle componenti genitali in sezione con a lato l'uretra ai diversi livelli
fig. 6 - rete vascolare del pene
fig. 7 - schema della sezione del testicolo e dell'epididimo
fig. 8 - testicoli, epididimi e funicoli spermatici con evidenza delle diverse componenti
fig. 9 - sezioni del corpo cavernoso
fig. 10 - sezione del testicolo ingrandito a 20x
fig. 11 - sezione del testicolo ingrandito a 150x
fig. 12 - sezione di un tubulo seminifero ingrandito a 300x
fig. 13 - sezioni dell'epididimo ingrandite a 50x-500x
fig. 14 - sezioni del dotto deferente ingrandite a 20x-500x
fig. 15 - sezione schematica del funicolo spermatico
fig. 16 - dotti deferenti, dotti ejaculatori, vescicole seminali, prostata
fig. 17 - sezione della prostata ingrandita a 150x
fig. 18 - sezione della prostata ingrandita a 300x
fig. 19 - sezione della vescicola seminale ingrandita a 20x
fig. 20 - sezione della vescicola seminale ingrandita a 500x
fig. 21 - plesso nervoso lombare
fig. 22 - plesso nervoso sacrale
fig. 23 - plesso nervoso pubendo
fig. 24 - rete vascolare pelvica
fig. 25 - rete vascolare perineale
fig. 26 - diaframma pelvico
fig. 27 - muscoli perineali

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